Buona l’Anteprima con Pierluigi Battista e il suo Pasternak

Buona l’Anteprima con Pierluigi Battista e il suo Pasternak

E il 16 e 17 maggio  a Matera e Miglionico la letteratura torna nei quartieri con Eraldo Affinati

Un poeta premio Nobel, una donna amica, amante e musa ispiratrice, spie, carteggi segreti e un amore tormentato che sa di riscatto.  È stato con un viaggio avvincente nel mondo oscuro di Boris Pasternak che, in un appassionante intreccio di vita e letteratura, Pierluigi Battista ha aperto nuovi “Orizzonti” al pubblico dell’Anteprima di “Amabili confini”. Il giornalista e scrittore, stimolato dalle domande di Simonetta Sciandivasci, ha parlato del suo ultimo libro “Il senso di colpa del dottor Zivago”, pubblicato dalla casa editrice  La nave di Teseo.

Affabile, chiaro e diretto, Battista ha letteralmente calamitato l’attenzione dei lettori che hanno affollato l’incontro, nella Biblioteca provinciale Stigliani. Ed è così che, come fosse la cosa più naturale del mondo, il colloquio a due si è trasformato in una piacevole conversazione allargata. Pierluigi Battista non si è sottratto a nessuna delle numerose domande che gli sono state rivolte dal pubblico, dando vita a un vivace scambio di opinioni con qualcuno che aveva già letto il libro.

Un momento dell'anteprima di Amabili Confini 2019

Un momento dell’anteprima di Amabili Confini 2019

Premiato con il Nobel nel 1958, Pasternak pagò le sue oscillazioni esistenziali con un paio di infarti, tuttavia Olga lo riscosse, accompagnò, a tratti guidò e spinse al compimento del capolavoro. Nel 1960, poco più di due anni dopo il successo mondiale del romanzo, l’autore morì nella sua dacia. Non ammessa in casa, Olga, resa immortale dal personaggio di Lara, lo vegliava dalla veranda, consapevole che avrebbe presto pagato per tutti e due. Venne, infatti, rispedita ai lavori forzati e fino al crollo dell’Urss non poté rivedersi nel magnifico volto cinematografico di Julie Christie che dal 1965 l’aveva trasformata in un mito del Novecento.

Il senso di colpa del dottor Zivago, l'ultimo libro di Pierluigi Battista

Il senso di colpa del dottor Zivago, l’ultimo libro di Pierluigi Battista

A introdurre  tutti nell’atmosfera della Russia del regime sovietico è stata la lettura dell’incipit del libro, effettuata da Genoveffa Capuzzi, la “voce narrante” ufficiale di questa quarta edizione di Amabili confini. Lo spirito del progetto di rigenerazione sociale delle periferie di Matera, che anche quest’anno non usufruisce di finanziamenti pubblici ma si avvale del sostegno di partner privati, è stato illustrato invece da Francesco Mongiello, che ne è l’ideatore. In particolare, Mongiello si è soffermato sulla principale novità del 2019:  la sezione “Amabili Alchimie”  che coinvolge in una narrazione diffusa Miglionico, Montescaglioso, Irsina, Policoro, quattro comuni della provincia di Matera dove il venerdì verranno replicati gli incontri della rassegna. E, infine, spazio ai più giovani con “Amabili libri”: ogni venerdì mattina, per cinque settimane, lo scrittore ospite della rassegna parlerà del suo romanzo in un incontro organizzato e autogestito dagli studenti del liceo classico di Matera.

Prossimo appuntamento di Amabili Confini il 16 maggio a Matera e il 17 a Miglionico con Eraldo Affinati. Interviste, commenti e riflessioni a margine della rassegna andranno in onda, tutti i giovedì, dalle 22 alle 24,  in diretta “Nel becco del gallo-Parole di notte” su Radio Radiosa.

Dal 16 Maggio i quartieri si raccontano con Amabili Confini

Dal 16 Maggio i quartieri si raccontano con Amabili Confini

A partire dal 16 maggio e fino al 14 giugno, i quartieri di Matera e quattro comuni della sua provincia si animeranno con la quarta edizione di Amabili Confini. Con un’Anteprima il 3 maggio e Amabili Confini Off il 18 giugno, quest’anno la rassegna ospiterà i seguenti scrittori: Pierluigi Battista, Eraldo Affinati, Mary B. Tolusso, Paolo Giordano, Rossella Milone, Daniele Mencarelli e Nadia Terranova, tutti autori di fama nazionale.

Asse portante di questa edizione diventa la sezione Amabili Alchimìe, grazie ai protocolli d’intesa siglati con alcune delle associazioni più attive dei paesi limitrofi che si sono adoperate per replicare la rassegna nei rispettivi Comuni: Culture in Movimento di Miglionico, KonArte di Montescaglioso, Cooperativa Arenacea di Irsina e il Presidio del Libro Magna Grecia di Policoro.

Amabili Confini, inoltre, ripropone anche quest’anno le sezioni Fuori zona, per i testi provenienti da altri Comuni e Regioni italiane, e Periferie sociali,  per dare voce ai migranti favorendo una maggiore integrazione nel tessuto sociale della città che li ha accolti, e ai detenuti della Casa Circondariale di Matera, gli “invisibili”, che attraverso le loro parole varcheranno quei confini che li separano dalla comunità.
Ulteriori momenti di approfondimento saranno riservati alla sezione Esperanto, per dare spazio ad esperimenti di cultura partecipata e di condivisione con altri Paesi europei. Amabili Versi è, invece, la sezione pensata in collaborazione con l’associazione Matera Poesia 1995 e dedicata ai componimenti poetici ispirati al tema di questa edizione, Orizzonti. La poesia, scelta dalle due associazioni tra quelle più significative pervenute, sarà menzionata e letta in occasione della cerimonia di premiazione del concorso nazionale artistico-letterario Una cartolina da Matera, organizzato da Matera Poesia 1995.

E si consolida anche la sinergia con il Liceo classico “E. Duni” di Matera con cui si è intrapreso un percorso formativo di alternanza scuola-lavoro, con l’obiettivo di fornire agli studenti partecipanti gli strumenti necessari per raccontare Amabili Confini dal loro punto di vista, con foto, reportage, articoli, commenti sui social e interviste agli scrittori ospiti della rassegna”.

I numerosi testi pervenuti dai quartieri di Matera e dai quattro Comuni della provincia in cui l’iniziativa verrà replicata – sottolinea il presidente di Amabili Confini, Francesco Mongiello – ci lusinga e ci rafforza nella convinzione che possa cementarsi quel desiderio di socialità e partecipazione attiva che cova nella comunità e che ha bisogno di essere alimentato”.

Al via la quarta edizione di Amabili Confini

Al via la quarta edizione di Amabili Confini

Nel 2019 Amabili Confini diventa itinerante coinvolgendo, oltre Matera, anche Miglionico, Montescaglioso, Irsina e Policoro.

È Orizzonti il tema della quarta edizione della rassegna Amabili Confini.

Dal 15 gennaio, collegandosi al nostro sito www.amabiliconfini.it, basterà compilare il modulo nella home page e inviare il racconto breve o la poesia. I testi dovranno pervenire entro il 15 aprile 2019. L’idea portante, per gli organizzatori, è stata quella di individuare un argomento che potesse essere declinato in molti modi, che non fosse blindato proprio perché potesse consentire a tutti di spaziare in base alle esperienze più diverse – orizzonti di senso, orizzonti cosmici, orizzonti di gloria, nuovi orizzonti, orizzonti perduti…

Tra tutti i racconti pervenuti ne saranno scelti cinque tramite sorteggio per rimarcare l’elemento democratico e “popolare” del progetto, avulso dai canoni del premio letterario: non ci sono giurie, non ci sono accademici, non ci sono esperti che valutano i racconti assegnando punteggi. Oltre ai testi sorteggiati, ne verranno menzionati altri cinque per particolari qualità narrative.

Date e sezioni

Quest’anno Amabili Confini, che si svolgerà dal 16 maggio al 14 giugno 2019 –  con un’anteprima il 3 maggio e un Amabili Confini Off (fuori programma) il 18 e 19 giugno – diventa itinerante, coinvolgendo quattro Comuni in cui l’iniziativa verrà replicata: Miglionico, Montescaglioso, Irsina e Policoro. Ciò è stato reso possibile grazie alla sinergia con le associazioni: Culture in Movimento, KonArte, Presidio del Libro Magna Grecia e la Cooperativa Arenacea.

Queste le sezioni della quarta edizione della rassegna Amabili Confini:

Periferie sociali: in cui si dà voce, mediante i loro racconti, a chi vive ai margini della comunità, come i migranti, e a chi ne è totalmente escluso, come i detenuti della Casa Circondariale di Matera.

Fuori zona: riservato ai racconti pervenuti da altri luoghi della Basilicata e da altre Regioni italiane.

Esperanto:  metafora con la quale si intende sublimare la funzione cui dovrebbe assolvere la Cultura, conferendole un linguaggio universale. In questa sezione si darà spazio ad esperimenti di cultura partecipata e di buone pratiche di condivisione con altri Paesi europei.

Amabili versi: alla rassegna si potrà partecipare non solo con i racconti ma anche con le poesie, ispirate al tema della quarta edizione. Grazie alla collaborazione con  l’associazione Matera Poesia 1995 il testo selezionato verrà menzionato e letto in occasione della cerimonia di premiazione del concorso nazionale artistico-letterario Una cartolina da Matera.

Amabili libri: in occasione dell’incontro con l’autore, organizzato e autogestito dagli studenti e in programma ogni venerdì mattina, per cinque settimane, in alcune scuole della città, si darà spazio anche alla lettura di un brano tratto da un capolavoro del 900 che verrà commentato dallo scrittore ospite della rassegna.

Amabili alchimìe: la rassegna si propone anche l’obiettivo di tessere relazioni e sinergie con altre associazioni culturali attive nel territorio lucano e non solo, dando loro l’opportunità di organizzare la rassegna nei Comuni in cui operano. In questo modo, grazie all’attivismo e all’entusiasmo di tanti appassionati, si innescheranno scambi e contaminazioni, emergeranno talenti, si svilupperanno nuove idee, contribuendo insieme a immettere nuova linfa nella programmazione culturale, a rinvigorire la comunità e a rinfocolare il desiderio di partecipazione.

Racconti, scrittori e quartieri

Tra tutti i racconti pervenuti ne saranno scelti cinque tramite sorteggio per rimarcare l’elemento democratico e “popolare” del progetto, avulso dai canoni del premio letterario: non ci sono giurie, non ci sono accademici, non ci sono esperti che valutano i racconti assegnando punteggi. Oltre ai testi sorteggiati, ne verranno menzionati altri cinque per particolari qualità narrative.

A ogni quartiere e a ogni racconto sarà abbinato un prestigioso scrittore che incontrerà il giovedì sera gli abitanti del quartiere cui è stato associato e converserà con gli autori dei testi selezionati, esprimendo le sue considerazioni sul loro contenuto e soffermandosi sul ruolo dello scrittore e sul valore della “scrittura” nel nostro tempo. Inoltre, verrà dato ampio spazio alla presentazione del suo nuovo romanzo.

Il venerdì mattina, lo scrittore parteciperà ad un incontro interamente autogestito dagli studenti e che coinvolgerà, a rotazione, alcune scuole della città; in serata, invece, sarà presente in uno dei Comuni aderenti all’iniziativa.

Ogni venerdì sera, in ciascuno dei Comuni partner del progetto, si svolgerà l’incontro tra lo scrittore e gli abitanti, che si terrà in un luogo significativo. In tale occasione lo scrittore converserà con gli autori dei due testi selezionati e presenterà il suo nuovo romanzo.

Il progetto, ideato da Francesco Mongiello, intende stimolare la partecipazione attiva degli abitanti facendone emergere le potenzialità narrative e conferendo allo scrittore ospitato il ruolo di “cittadino culturale temporaneo” nella Capitale Europea della Cultura 2019. In tal modo verrà attuato uno dei punti cardine del dossier Matera2019, quello di creare le occasioni “per allargare e qualificare il pubblico della cultura, sperimentando nuovi modelli di ascolto, condivisione e produzione, abbracciando l’idea di un “abitante culturale” che partecipi attivamente ai processi di co-creazione e di co-generazione. La cultura deve tornare a far parte della vita di tutti giorni come pratica, messa in relazione con gli altri, espressione creativa, esercizio di un nuovo modo di apprendere e di sentirsi cittadini”.

Amabili Confini – realizzato in collaborazione con: Culture in Movimento, KonArte, Cooperativa Arenacea, Presidio del Libro Magna Grecia –  è un progetto che non usufruisce di finanziamenti pubblici e viene realizzato grazie al sostegno di partner privati.

A breve online l’antologia 2018 di Amabili Confini

Sempre a partire dal 15 gennaio, sul nostro sito sarà pubblicata l’antologia di Amabili Confini edizione 2018. Basati sul concetto “Umanità”, tema della terza edizione, nell’antologia sono contenuti i 147 testi (126 racconti brevi e 21 poesie) pervenuti alla segreteria dell’associazione che sarà possibile leggere e, eventualmente, scaricare.

L’esperienza di Dario Voltolini durante Amabili Confini 2018

L’esperienza di Dario Voltolini durante Amabili Confini 2018

Riceviamo e pubblichiamo con enorme piacere un articolo di Dario Voltolini, uno degli autori ospiti dell’ultima edizione di Amabili Confini, con il quale lo scrittore rende omaggio alla sua esperienza a Matera e Pisticci.

Sono stato ospite a Matera e Pisticci nell’ambito del progetto “Amabili Confini”. E non saprei davvero come fare per ringraziare in maniera adeguata Francesco Mongiello e tutte le persone fantastiche che collaborano con lui e che con generosità totale mi hanno accolto e accompagnato nel mio purtroppo breve soggiorno.

Certo, il calore umano e la simpatia sono l’aspetto principale delle persone e della struttura che mi hanno così gentilmente invitato, tanto principale che quasi oscura il dato tecnico assai rilevante della solidità e particolarità del progetto che hanno allestito. Per me, che venivo per la prima volta in questi strepitosi luoghi (dopo anni di desiderio turistico misteriosamente mai soddisfatto), è stato un momento di grande emozione.

Emozione per i luoghi, finalmente visti e non da mero turista, bensì all’interno di un percorso comune con altri autori. Emozione per l’intelligenza progettuale, che connette molteplici realtà attive su un territorio sorprendente. Emozione per la gente incontrata e per i luoghi di questi incontri. Matera è un miracolo in terra, Pisticci un battito in più nel mio cuore.

Per un autore è assai gratificante essere “ricevuto”, poiché non sa mai – oppure lo sa sporadicamente – che destino abbiano le parole che ha scritto. Quindi entrare come ospite, ma anche come “collaboratore”, di un progetto così solido e disseminato, mi ha tonificato proprio in diretta relazione con il mio lavoro di scrittore. Un “ritorno” di questo tipo al “lancio” delle mie frasi scritte verso non so dove, mi riempie di allegria.

C’è poi una sottile corrispondenza tra la prospettiva di un tema come “Amabili Confini” e il senso del libro che sono venuto a presentare e che precisamente di confini (personali, emotivi, spirituali) tratta. È stato come un punto di tangenza fra due archi di origini diverse, il mio lavoro e il progetto che lo ha intercettato. Una gradevolissima combinazione.

Non posso non dire qualcosa dell’emozione che ho provato di fronte allo spettacolo vibrante di Matera.
Questa città, che a me è parsa extraterrestre, ha una forza interna impressionante e indefinibile. Il primo impatto è visivo, ma non passa molto tempo e la visione, furiosamente teatrale, lascia il posto a una comunicazione molto più stratificata, che scende profonda. La pulsazione che a poco a poco dalla città si trasmette a chi la vede e la percorre è lenta, è possente. Viviamo in un Paese che regala centinaia di emozioni di questo tipo. Matera è una vibrazione però del tutto particolare, perché ti prende subito come shock e poi anche come carsico movimento di seduzione.

Attorno alla scrittura, ma potrei dire in generale all’espressione artistica, ho visto convergere molte energie di persone, di intelligenze. A sostenere il tutto un senso profondo di comunità, non così facile da trovare altrove, in un Paese che peraltro potremmo dire che lo ha inventato. Di solito in un territorio queste energie circolano sì liberamente, ma anche in modo dissipativo e centrifugo. Al contrario, “Amabili Confini” mi è parso come un fulcro centripeto, magnetico, che alla dissipazione offre un punto di raccolta, di condivisione e di moltiplicazione.

Naturalmente non è tutto rose e fiori, e anche “Amabili Confini” ha i suoi difetti, anzi il suo unico grande difetto: cioè che l’ospite, a un certo punto, finisce che deve tornare da dove è venuto.

Dario Voltolini